CENNI
STORICI
Il primo intervento chirurgico sulla catena simpatica
cervicale venne portato a termine già nel 1889 e nelle decadi seguenti
fu proposto per svariate affezioni. Nel 1920 l’indicazione a questo tipo
di intervento venne ristretta poiché era stato chiarito che solo
i pazienti con iperidrosi, vasospasmo e angina potevano trarre beneficio
dalla sotto stellectomia (termine che nel frattempo era stato coniato per
identificare questo intervento); venne anche chiarito che per ottenere
la denervazione completa dell’arto superiore era necessaria la rimozione
di parecchi gangli toracici del distretto superiore. Negli anni successivi
sono state proposte diverse tecniche chirurgiche di simpaticectomia mirata
all’arto superiore. Negli anni 40 alcuni chirurghi tentarono la rimozione
della catena simpatica mediante un accesso toracoscopico che era stato
descritto nel 1910 da Jacobaeus. L’accesso toracoscopico, documentato in
letteratura da Kux nel 1954, non ebbe una grande diffusione fino al 1980.
In quegli anni l’interesse dei chirurghi per le tecniche mini-invasive
andò aumentando e la simpaticectomia per via toracoscopica divenne
una tecnica ampiamente diffusa.
Negli stessi anni venivano segnalate le complicanze di
questo intervento. In particolare la sindrome di Claude Bernard Horner
e la sudorazione recidivante e compensatoria erano specifiche rispettivamente
di errori di tecnica e di una malattia non ben inquadrata dal punto di
vista fisiopatologico. Col passare degli anni e con l’affinamento delle
conoscenze l’intervento venne mirato e ristretto ai gangli T2-T3-T4 riducendo
praticamente a zero i rischi indicati prima.
Nell’ultimo decennio le tecniche mininvasive hanno conquistato
un ampio consenso e la toracoscopia è diventata possibile in molti
centri anche minori.
Una
storia travagliata.
Nel 1852 Claude Bernard e Brown Sequard descrissero il
ruolo del sistema simpatico nel controllo della circolazione. A queste
informazioni si aggiunsero nel 1889 quelle riguardanti l’anatomia del Sistema
Nervoso Autonomo (SNA) ad opera di Gaskell e Langley.
La conoscenza di queste preziose, ed incomplete, informazioni
sull’anatomia e la fisiologia del SNA tentarono oltremodo un chirurgo di
nome Alexander che, approfittando della mancanza dei comitati etici, nel
1889 eseguì la prima simpaticectomia della storia.
L’indicazione era una forma di epilessia ed i risultati
furono prevedibilmente deludenti. I nostri eroici predecessori non si scoraggiarono
e, dimostrando una perseveranza ammirevole, continuarono con i tentativi.
Si intervenne per trattare nell’ordine: l’esoftalmo,
il glaucoma, la nevralgia del trigemino, l’atrofia del nervo ottico e un
angioma della carotide esterna (in una bambina di 7 mesi!).
Finalmente, agli inizi del 1920, Kotzareff (con un notevole
colpo di fortuna) intervenne su di una paziente di 46 anni affetta da iperidrosi
rimuovendo in anestesia locale due gangli cervicali e fu un successo.
Una volta stabilite le indicazioni (iperidrosi, aritmie,
condizioni vasospastiche) la strada fu tutta in discesa e si ebbero continui
progressi sia sul versante delle conoscenze anatomiche e fisiologiche sia
su quello della tecnica chirurgica.
Nel 1927 Kuntz descrisse l’omonimo nervo; una variante
anatomica presente nel 10% della popolazione e responsabile di numerosi
casi di denervazione incompleta. In quegli anni vennero messe a punto anche
la maggior parte delle tecniche a cielo aperto.
Per la prima simpaticectomia in toracoscopia bisogna
attendere il 1942 e l’intuizione di Hughes anche se il padre della chirurgia
endoscopica del SNA è un chirurgo austriaco di nome Kux. Nel 1954
pubblicò una ampia casistica riguardante circa 1400 casi di simpaticectomie
e vagotomie. All’epoca il suo lavoro non fu particolarmente apprezzato
e le sue tecniche vennero applicate solo nei paesi di lingua tedesca.
Bisogna attendere l’inizio degli anni ‘80 per avere notizie
dell’ETS nella letteratura anglosassone, ma il vero interesse sembra essere
sbocciato solo negli ultimi anni. Lo European Journal of Surgery nell’Aprile
del 1998 ha pubblicato un supplemento interamente dedicato all’argomento
a dimostrazione del periodo di gloria che l’ETS sta vivendo.
La tabella indica uno schema dell'estensione dei vari
interventi proposti nel corso degli anni.
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vengono asportati i gangli toracici evidenziati in rosso |
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Dillon 1941 |
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Ray 1943 |
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Goetz e Harr 1944 Mandl 1947 Goetz 1949 |
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Sheehan e Marrazzi 1941 |
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DIAGNOSI
La diagnosi in genere non presenta difficoltà
sia in base all’esame anamnestico sia in base a quello clinico.
I test proposti sono tutti di tipo non
quantitativo e per questo motivo non è possibile un confronto
dei risultati ottenuti in centri diversi. E’ dunque comune e sottoporre
i pazienti a un test di autovalutazione con risposte del tipo 1 - buono,
2- discreto, 3 - modesto, 4 - scadente. A questo fine sono stati realizzati
vari tipi di questionario di autovalutazione (
esempio di questionario).
Il test alla Ninidrina consente una valutazione semiquantitativa
che si presta bene alla registrazione fotografica.
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I risultati del trattamento chirurgico possono essere
controllati mediante la applicazione sulla cute di una emulsione che vira
al bleu-nero nelle zone non denervate (l’emulsione è costituita
da iodio 3 g, etere 34 g, amido 45 g, olio di ricino 68 g). La documentazione
fotografica del fenomeno si può ottenere con chiara evidenza dopo
circa 30 minuti facendo assumere al paziente un litro di bevanda calda,
1 g di aspirina e tenendolo in luogo riscaldato fino a 60 °C.
Considerando che l’intervento
chirurgico è mirato solamente al miglioramento della qualità
della vita e non al prolungamento della sopravvivenza, il paziente
deve essere ben motivato a sottoporsi all’intervento chirurgico e deve
essere raccolto un dettagliato e specifico consenso informato.
Va comunque ricordato che è meglio una iperidrosi
compensatoria e recidiva ad una pelle completamente secca e che la grande
varità degli interventi proposti indica chiaramente che non è
stato ancora identificato quello migliore.
COMPLICANZE
Nel visionare la letteratura sull’argomento uno degli
aspetti che salta immediatamente all’occhio è l’enorme
varietà di complicanze descritte dai vari Autori.
In realtà è necessario fare una distinzione
importante fra quelle che sono le complicanze storicamente
riconosciute della simpaticectomia toracica, poche e ben definite,
e quel grosso gruppo rappresentato da situazioni che spesso non sono altro
che casi limite statisticamente forse non determinanti
ma sicuramente estremamente interessanti.
Le complicanze più frequenti sono rappresentate
principalmente da tre diverse condizioni:
1 - attualmente la sudorazione
(iperidrosi) di compenso rappresenta il principale problema che
si deve affrontare nell’ambito di queste tecniche in quanto rischia di
vanificare completamente tutti gli sforzi compiuti per risolvere questo
disturbo. La rigenerazione delle fibre nervose del simpatico non è
mai stata dimostrata dopo una denervazione praticata correttamente, ma
è plausibile che si verifichi una riorganizzazione e un riadattamento
della funzione del simpatico sia nelle zone denervate sia in quelle adiacenti.
Può essere molto frustrante per il paziente scoprire che l’intervento
ha risolto il problema in una sede ma lo ha fatto comparire in un’altra.
Si tratta probabilmente di una risposta termoregolatoria ed è un
reperto descritto con frequenza abbastanza variabile a seconda delle statistiche
dal 37% al 75%. La sua esistenza viene rilevata generalmente nel follow-up
ed il 30% dei pazienti lo descrive come una sudorazione eccessiva, specialmente
durante l’esercizio fisico e con il caldo.
Alcuni autori distinguono i seguenti tipi di sudorazione
di compenso:
| - iperidrosi fantasma (senso di "bagnato" senza reale
sudorazione);
- iperidrosi facciale stimolata da cibi sapidi; - iperidrosi palmare recidiva, al tronco (ascellare, intermammaria), plantare 48-68%. |
La sudorazione di compenso non è in alcun modo
correlabile al tipo di tecnica impiegata o all’estensione della demolizione
praticata. Nella nostra esperienza questa complicanza non è mai
stata registrata con certezza. Sebbene in molti casi sia preferito questo
disturbo rispetto a quello originale, tuttavia alcuni soggetti vorrebbero
poter ritornare alla situazione iniziale. Questa osservazione introduce
il problema della reversibilità dell’intervento di cui si tratta
estesamente nei files di materiale didattico indicati alla fine di questa
pagina;
2 - una seconda, importante complicanza
è rappresentata dalla comparsa di una sindrome
di Claude-Bernard-Horner. Essa è caratterizzata dalla triade
miosi, ptosi palpebrale (o meglio dal restringimento della rima palpebrale),
enoftalmo e nel caso specifico sembra essere la conseguenza della asportazione
della porzione inferiore del ganglio stellato o, secondo alcuni autori,
di una sua lesione in seguito alla diatermocoagulazione delle fibre intergangliari
tra lo stellato stesso e T2. E’ importante rilevare come in realtà
spesso si tratti di una forma "incompleta" con solo miosi e ptosi. La frequenza
di comparsa varia molto a seconda degli studi e dell’esperienza dei
diversi operatori, ma in media si aggira intorno al 1-2%. Nella nostra
esperienza questa complicanza non è mai stata registrata in quanto
poniamo la massima attenzione a non ledere il ganglio stellato e le sue
fibre;
3 - per quanto riguarda il pneumotorace
in realtà non sempre deve essere considerato una vera e propria
complicanza. Il reperto di un piccolo pneumotorace è cosa frequente
ed è legato al concetto stesso di simpaticectomia toracica endoscopica.
Esso tende a riassorbirsi spontaneamente ed mantenere in sede un drenaggio
può aiutare solo a gestirlo nella fase intra- e post-operatoria
con maggiore sicurezza. Per quanto riguarda le altre complicanze riferite
in letteratura si rimanda al materiale didattico
indicato alla fine di questa pagina.
L’aspetto che sembra doveroso far notare riguardo queste
complicanze è che si tratta non tanto di difetti
della tecnica chirurgica ma piuttosto di errori
nell'indicazione dovuti alla poca esperienza dell’operatore.
Se eseguita in un ambiente idoneo e dotato della sufficiente
esperienza la simpaticectomia toracica è un intervento rapido e
sicuro e oggi rappresenta certamente la migliore
scelta terapeutica.
Tesi
di Laurea e altro materiale didattico
E’ disponibile sul web la Tesi
di Laurea della Dr.ssa Alice
Cuneo dal titolo "La simpaticectomia toracica nell'iperidrosi". Dalla Tesi
è stata tratta buona parte del materiale necessario alla realizzazione
di questa pagina web.
E' anche disponibile una serie di diapositive
realizzate dal Prof. Pietro Diviacco per la didattica agli specializzandi
nell'Anno Accademico 2000-2001. Il file contiene alcuni filmati e pertanto
misura circa 2,7M.
Inoltre, sull'argomento è stato realizzato un
CD
multimediale che è stato presentato come relazione al 7°
Congresso Nazionale della S.I.C.E., Urbino, 9-12 Settembre 2001. Il CD
non può essere scaricato dal web in quanto misura 648M, ma può
essere richiesto agli autori via e_mail
a fronte delle pure spese postali e di costo del supporto.
alla pagina della tecnica chirurgica della simpaticectomia in toracoscopia
alla
pagina dei files di materiale didattico scaricabili dal web